Vangelo del giorno

Martedì 3 Novembre

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2,5-11.

Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Salmi 22(21),26bc-27.28-29.31-32.

Sei tu la mia lode nella grande assemblea
scioglierò i miei voti devanti ai suoi fedeli.
davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:

"Viva il loro cuore per sempre".
Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui
tutte le famiglie dei popoli.
Poiché il regno è del Signore,

egli domina su tutte le nazioni.
Servirà il Signore la mia discendenza;
si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:

"Ecco l'opera del Signore!".

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,15-24.

In quel tempo, uno dei commensali disse a Gesù: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!».
Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.
All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto.
Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato.
Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato.
Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi.
Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto.
Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.
Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena».

La Divina Liturgia di san Basilio

Santo, santo, sei veramente Santo, Signore nostro Dio, non c’è limite alla grandezza della tua santità: hai disposto ogni cosa con diritto e giustizia. Hai fatto l’uomo con la terra, l’hai onorato con l’immagine stessa di Dio, l’hai posto in un Paradiso di delizie con la promessa, se avesse osservato i tuoi comandi, dell’immortalità e della gioia dei beni eterni. Ma egli ha trasgredito il tuo comando, Dio Vero, e, sedotto dall’astuzia del serpente, vittima del suo peccato, si è sottoposto alla morte. Giustamente fu da te cacciato dal Paradiso nel mondo, rimandato alla terra da cui era stato tratto.

     Ma tu in Cristo hai disposto per essi la salvezza con una nuova nascita, poiché  non hai rigettato per sempre la creatura che nella tua bontà avevi creata; in molti modi hai vegliato su di lei nella grandezza della tua misericordia. Hai inviato i profeti, hai fatto miracoli attraverso santi che ad ogni generazione ti furono cari; hai dato la Legge per venire in nostro aiuto; hai stabilito gli angeli a nostra custodia.

     E quando venne la pienezza dei tempi, ci hai parlato nel tuo Figlio unigenito, per mezzo del quale hai creato l’universo; è lo splendore della tua gloria e l’immagine della tua natura; sostiene tutto con la potenza della sua parola; non ha tenuto per sé come tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma Dio da tutta l’eternità è venuto sulla terra, si è fatto uomo, ha preso carne dalla Vergine Maria, accettando la condizione di servo, assumendo il nostro corpo mortale, per darci il suo corpo glorioso (Eb 1,2-3; Fil 2,6-7; 3,21).

     E come per l’uomo il peccato era entrato nel mondo, e col peccato la morte, è piaciuto, o Padre, al tuo unico Figlio, che era dall’eternità nel tuo seno, nato da donna, condannare il peccato nella sua carne, affinché coloro che muoiono in Adamo abbiano la vita in Cristo (Rom 5,12; 8,3). Venendo nel mondo, ci ha dato la salvezza, ci ha distolti dall’errore degli idoli, guidati a conoscere te, Dio vero. Così ci ha attratti a lui come popolo eletto, sacerdozio regale, nazione santa (1Pt 2,9).

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