C'era un uomo di Ramatàim, uno Zufita delle montagne di Efraim, chiamato Elkana, figlio di Ierocàm, figlio di Eliàu, figlio di Tòcu, figlio di Zuf, l'Efraimita.
Aveva due mogli, l'una chiamata Anna, l'altra Peninna. Peninna aveva figli mentre Anna non ne aveva.
Quest'uomo andava ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore degli eserciti in Silo, dove stavano i due figli di Eli Cofni e Pìncas, sacerdoti del Signore.
Un giorno Elkana offrì il sacrificio. Ora egli aveva l'abitudine di dare alla moglie Peninna e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti.
Ad Anna invece dava una parte sola; ma egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo.
La sua rivale per giunta l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo.
Così succedeva ogni anno: tutte le volte che salivano alla casa del Signore, quella la mortificava. Anna dunque si mise a piangere e non voleva prendere cibo.
Elkana suo marito le disse: "Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?".
Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.
Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli.
Io sono il tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.
A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.
Sono andati da lui pescatori di pesci e sono diventati pescatori di uomini, come sta scritto: “Ecco, io invierò numerosi pescatori che li pescheranno; quindi invierò numerosi cacciatori che daranno loro la caccia su ogni monte, su ogni colle” (Ger 16,16). Se avesse inviato dei sapienti, si sarebbe potuto dire che avevano persuaso il popolo e in tal modo conquistato, o che l’avevano ingannato e così preso. Se avesse inviato dei ricchi, si sarebbe detto che col cibo avevano ingannato il popolo, o che l’avevano corrotto col denaro e così dominato. Se avesse inviato uomini forti, si sarebbe detto che li avevano sedotti con la forza o costretti con la violenza.
Ma gli apostoli non avevano niente di tutto questo. Il Signore l’ha mostrato a tutti con l’esempio di Simon Pietro. Mancava di coraggio, poiché si è impaurito davanti a una serva; era povero, poiché non ha potuto nemmeno pagare la sua parte di tasse (Mt 17,24ss). Dice: “Non ho né oro né argento” (At 3,6). Era senza cultura poiché, quando ha rinnegato il Signore, non se l’è saputa cavare con astuzia.
Sono partiti, dunque, questi pescatori di pesci, ed hanno riportato la vittoria sui forti, i ricchi ed i sapienti. Che miracolo! Deboli come erano, attiravano i sapienti alla loro dottrina; poveri, insegnavano ai ricchi; ignoranti, facevano loro discepoli uomini sapienti e prudenti. La sapienza del mondo ha fatto posto a questa sapienza che è la sapienza delle sapienze.