Il cuore del re è un canale d'acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole.
Agli occhi dell'uomo tutte le sue vie sono rette, ma chi pesa i cuori è il Signore.
Praticare la giustizia e l'equità per il Signore vale più di un sacrificio.
Occhi alteri e cuore superbo, lucerna degli empi, è il peccato.
I piani dell'uomo diligente si risolvono in profitto, ma chi è precipitoso va verso l'indigenza.
Accumular tesori a forza di menzogne è vanità effimera di chi cerca la morte.
L'anima del malvagio desidera far il male e ai suoi occhi il prossimo non trova pietà.
Quando il beffardo vien punito, l'inesperto diventa saggio e quando il saggio viene istruito, accresce il sapere.
Il Giusto osserva la casa dell'empio e precipita gli empi nella sventura.
Chi chiude l'orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta.
Beato l'uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò i tuoi prodigi.
Ho scelto la via della giustizia,
mi sono proposto i tuoi giudizi.
Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in esso è la mia gioia.
Custodirò la tua legge per sempre,
nei secoli, in eterno.
In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose: « Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica ».
Io sono impudente e temerario, tu il mio aiuto e sostegno per sempre, tu che non ti stanchi mai! Ma è l'amore del tuo amore che mi spinge a cercare il tuo volto. Tu mi vedi e io non ti vedo, ma mi hai dato il desiderio di te e mi hai dato tutto ciò che ti piace in me. E tu perdoni subito questo cieco che corre da te; gli dai la mano appena lo vedi inciampare.
Ma ecco, nel profondo della mia anima, la voce della tua testimonianza si fa sentire e risponde al mio desiderio. Essa rimbomba, scuote tutto ciò che è in me e i miei occhi interiori sono accecati dall'abbagliante luminosità della tua verità. Mi ricorda che l'uomo non può vederti e vivere (Es 33,20). Io, nell'abisso del mio peccato, non sono ancora riuscito a morire a me stesso per vivere solo per te (2 Cor 5,15). Tuttavia, secondo la tua parola e per tuo dono, mi reggo sulla roccia della fede in te, la fede cristiana, in questo luogo che è veramente vicino a te (Es 33,21). Sostenuto da questa fede paziento, per quanto mi è possibile, nell'attesa e mi stringo alla tua destra, che mi abbraccia e mi custodisce (Sap 5,16).
A volte, quando contemplo e cerco di vedere, vedo - da dietro (Es 33,23) - chi mi guarda; vedo l'umiltà della vita umana di Cristo tuo Figlio, che passa... Aspetto il giorno in cui toglierai la mano che mi copre (Es 33,22) e dia la grazia che illumina, affinché un giorno infine..., morto a me stesso e vivo per te, tolto il velo dal mio volto, inizierò a vedere il tuo volto scoperto.