Le nostre esperienze

Evangelizzazione di Strada 2017

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"Alzati, va', non temere!"

Per il quarto anno la Pastorale Giovanile propone l’esperienza dell’Evangelizzazione di Strada, in collaborazione con le Sorelle Francescane del Vangelo. “Alzati, va’, non temere!” è il tema scelto per le serate, che si svolgono nella chiesa della B. V. del Rosario dalle 20.30 alla mezzanotte. La prima serata si è svolta sabato 2 dicembre, le prossime date saranno 16 febbraio e 25 maggio. A distanza di qualche giorno dalla serata di Evangelizzazione, ci ritroviamo a raccogliere le sensazioni e i pensieri di alcuni giovani “evangelizzatori”. Che si tratti della prima volta (Laura), o di un’esperienza già consolidata (Flavio), essi si ritrovano d’accordo sui sentimenti vissuti e su quanto questo servizio​ ​riesca​ ​a ​​mettere​ ​in​ ​discussione​ ​il proprio​ ​​modo​ ​di​ ​vivere​ ​la​ ​fede. 


Nel pomeriggio del 2 dicembre sono partita alla volta di Trieste con molto entusiasmo e al contempo con la sensazione di non essere per niente “preparata” a quanto stavo per vivere. Pensavo che “evangelizzare” fosse un’attività che necessita una certa “preparazione”, la capacità di testimoniare l’amore di Dio e di rispondere con accoglienza alle possibili provocazioni: tutto questo bagaglio di timori ed insicurezza mi portava a ritenere che durante l’incontro dei giovani per le strade della città sarei rimasta inizialmente un po’ in disparte per lasciare spazio a chi era più esperto, invece nel momento di preghiera che dava inizio alla serata ho capito che non è necessario avere capacità particolari, che evangelizzare non è imporre convinzioni sulla fede e sulla bellezza di un cammino cristiano, né tantomeno portare il nostro modo di pensare e di credere: evangelizzare è portare noi stessi, ma “svuotati” di noi e riempiti di Dio. E' Lui che deve trasparire dal nostro modo di andare incontro all’altro, dai nostri sguardi e dall’ascolto prestato. Dobbiamo renderci umili strumenti del suo Amore. Rassicurata da questo pensiero, ho avuto la sensazione che il Signore mi chiedesse di “mettermi in gioco” con umiltà e con gli strumenti che avevo disposizione, ovvero con il desiderio di incontro, con la semplicità di un invito e con la fiducia nella Sua Volontà. A questo punto con un timido “Buonasera! Scusate…” ho dato inizio a questa stupenda avventura con la mia compagna di evangelizzazione, insieme è stato sorprendente scoprire la bellezza dell’incontro di tanti ragazzi e sperimentare lo stupore per quanto sento di aver ricevuto. Nonostante la freddissima serata invernale, abbiamo incrociato il cammino di molti giovani che hanno scelto di fermarsi e di accogliere il nostro invito ad entrare in chiesa per una preghiera; in modo particolare mi ha colpito e commosso l’affermazione di un ragazzo che molto serenamente ci ha detto di non essere credente né praticante, ma entusiasta per la proposta, l’ha accolta entrando in chiesa e portando la “sua luce”. A distanza di qualche giorno dal termine dell’esperienza, sento di essere particolarmente grata a Dio per la gioia ricevuta, per la possibilità di crescere nella capacità di fare spazio a Lui nel mio cuore e per il servizio svolto con tanti volti amici. Sono convinta che noi non siamo chiamati tanto a seminare per vedere come “andrà a finire”, quanto a gettare il seme senza sapere su quale terreno cadrà, con​ ​la​ ​fiducia​ ​di​ ​figli​ ​e​ ​la​ ​speranza​ ​nei ​suoi​ ​progetti​ ​per​ ​ciascuno.

Laura

Nonostante​ ​sia​ ​stata​ ​la​ ​mia​ ​quarta​ ​esperienza​ ​di​ ​Evangelizzazione,​ ​all’inizio della​ ​serata​ ​ero​ ​un​ ​po’ teso.​ ​Dopotutto,​ ​è​ ​un​ ​lavoro​ ​ingrato!​ ​Bisogna affrontare​ ​il​ ​freddo​ ​e​ ​gli​ ​sguardi​ ​taglienti​ ​delle ​persone,​ ​per​ ​sperare​ ​di attirarne​ ​una​ ​piccolissima​ ​percentuale.​ ​Una​ ​vocina​ ​dentro​ ​di​ ​me​ ​mi​ ​chiedeva se​ ​ne​ ​valesse​ ​davvero​ ​la​ ​pena... Ovviamente​ ​queste​ ​erano​ ​“tentazioni”,​ ​che​ ​ho affrontato​ ​con​ ​spirito​ di​ ​servizio,​ ​pensando:​ ​“Signore,​ ​se​ ​dovessi​ ​anche​ ​solo aiutare​ ​un’anima​ ​ad​ ​avvicinarsi​ ​a​ ​te,​ ​stasera,​ tanto​ ​mi​ ​basta”.​ ​In​ ​realtà,​ ​la serata​ ​è​ ​andata​ ​benissimo, molto​ ​più​ ​di​ ​quanto​ ​avessi​ ​mai​ ​potuto ​​prevedere. Nonostante​ ​il​ ​freddo​ ​e​ ​la​ ​forte​ bora,​ ​la​ ​città era​ ​gremita​ ​di​ ​giovani.​ ​Tantissimi​ ​si​ ​sono​ dimostrati​ ​interessati,​ ​e​ ​molti​ ​sono effettivamente​ ​entrati​ ​in​ ​Chiesa,​ ​su​ ​nostro​ ​invito!​ ​C’è​ ​stato​ ​solo​ un​ ​piccolo episodio​ ​spiacevole,​ ​in​ ​cui​ ​è​ ​iniziata​ ​una​ ​discussione​ ​con​ ​una​ ​ragazza​ ​che​ ​si professava​ atea,​ ​ma​ ​che​ ​siamo​ ​riusciti​ ​ad​ ​incassare​ ​con​ ​il​ ​sorriso​ ​sulle​ ​labbra e​ ​senza​ ​troppa​ ​difficoltà.​ ​Come​ ogni​ ​volta,​ ​il​ ​Signore​ ​ha​ ​fatto​ ​tutto​ ​il​ ​lavoro,​ ​ed io​ ​che​ ​mi​ ​trovavo​ ​in​ ​quella​ ​piazza,​ ​ero​ ​solo​ ​uno​ strumento​ ​nelle​ ​sue​ ​mani.

Flavio

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