Così dice il Signore: "Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché prossima a venire è la mia salvezza; la mia giustizia sta per rivelarsi".
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare, perché il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli".
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
fra tutte le genti la tua salvezza.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti.
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
Pertanto, ecco che cosa dico a voi, Gentili: come apostolo dei Gentili, io faccio onore al mio ministero,
nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni.
Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione, se non una risurrezione dai morti?
perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza,
così anch'essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro».
Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».
Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini».
«E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.
"Pietà di me, Signore, Figlio di Davide!" Questa invocazione è di una forza immensa! È come un gemito che viene da un abisso senza fine. Ciò supera di molto la natura, e occorre che lo Spirito Santo in persona proferisca in noi tale gemito (Rm 8,26)... Ma Gesù le dice: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d'Israele" ... E cosa fa lei così scacciata? Ha penetrato più profondamente ancora nell'abisso. Pur abbassandosi e umiliandosi, ha mantenuto la sua fiducia e ha detto: "È vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni."
Ah! Se anche voi riusciste a penetrare così veramente la verità, non con commenti dotti, grandi parole o con i sensi, bensì nella verità intima del vostro essere! Né Dio, né alcuna creatura potrebbe calpestarvi, annientarvi se dimoraste nella verità, nell'umiltà fiduciosa. Potreste subire affronti, disprezzi e rifiuti sgarbati, rimarreste saldi nella perseveranza, avanzereste più a fondo ancora, animati da una fiducia integra e aumentereste sempre di più il vostro zelo. Da questo dipende tutto, e giunge alla méta chi giunge a tal punto. Solo queste vie conducono, in verità, senza nessuna tappa intermedia, fino a Dio. Tuttavia, pochi giungono a rimanere così in questa grande umiltà, con perseveranza, con integra e vera franchezza, come ha fatto questa povera donna.