grazia e pace sia concessa a voi in abbondanza nella conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro.
La sua potenza divina ci ha fatto dono di ogni bene per quanto riguarda la vita e la pietà, mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua gloria e potenza.
Con queste ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina, essendo sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.
Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza,
alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà,
alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la carità.
Tu che abiti al riparo dell'Altissimo
e dimori all'ombra dell'Onnipotente,
di' al Signore: "Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido".
Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza.
In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano.
A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna.
Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote.
Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti.
Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!
Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra.
E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri.
Non avete forse letto questa Scrittura: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo;
dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri»?
Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono.
O dolce Gesù, in quale stato ti vedo! Dolcissimo e pieno di amore, unico salvatore delle nostre antiche ferite, chi ti ha condannato a una morte così amara? Chi dunque ti porta a soffrire queste ferite, non soltanto così crudeli ma anche così infamanti? Dolce vite, buon Gesù, ecco il frutto che ti dà la tua vigna...
Fino al giorno delle nozze, hai aspettato pazientemente che producesse l'uva, e non ti dà null'altro che spine (Is 5,6). Ti ha coronato di spine e ti ha circondato delle spine dei suoi peccati. Quanto è diventata amara questa vigna, che non è più tua ma vigna straniera! Ti ha rinnegato gridando: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare» (Gv 19,15). Dopo averti scacciato fuori dalla vigna della tua città e della tua eredità, quei vignaioli ti hanno messo a morte: non con un colpo solo, bensì dopo averti oppresso con il lungo tormento della croce, e averti torturato con il dolore della sferza e dei chiodi... O Signore Gesù, ... da te stesso consegni la tua anima alla morte – nessuno può togliertela, ma la offri da te stesso (Gv 10,18)... Mirabile scambio! Il Re dà se stesso per lo schiavo, Dio per l'uomo, il Creatore per la creatura, l'Innocente per i colpevoli.