In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore.
Il Signore passò davanti a lui proclamando: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà,
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò.
Disse: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fà di noi la tua eredità".
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel trono del tuo regno,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Fratelli, siate lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».
C'è un solo Dio, senza principio, senza causa, che non può essere limitato né da qualcuno prima di lui, né da un essere che verrà in seguito. E' avvolto d'eternità, infinito, Padre grandissimo di un Figlio unico, buono e grande, che egli genera senza concorso della carne poiché è spirito. Poi c'è il Verbo di Dio, Dio unico e altro, non riguardo alla sua divinità. E' lui l'impronta del Padre, il solo Figlio di colui che è senza principio, l'unico dell'unico e suo eguale. Mentre uno resta Padre interamente, lui, il Figlio, è l'autore e il signore del mondo, la forza e il pensiero del Padre. (...)
Tremiamo di fronte alla grandezza dello Spirito che è Dio ugualmente e attraverso il quale ho conosciuto Dio. E' manifestamente Dio e fa nascere Dio quaggiù. E' onnipotente, distribuisce diversi doni, ispira i canti del coro dei beati; dà la vita agli esseri celesti e terrestri, siede nelle altezze, viene dal Padre; è la forza divina, agisce da se stesso, non è Figlio poiché il Padre ha un solo Figlio pieno di bontà - ma non è fuori della divinità invisibile ed ha uguale gloria.